01/06/12

Love is just a four letter word

Ma no, non è cambiato niente, no
Scrivo sempre canzoni
Ma d'amore non scrivo più
Avevo buttato giù un bel po' di cazzate su quanto l'amore non debba essere il centro dell'esistenza delle persone, ma poi ho riletto ed ho detto ad alta voce, come mio solito, allo schermo del mio PC, "quante cazzate". Ed ho ricominciato daccapo, 'sta volta con D'amore non scrivo più di Mina a scoparmi orecchie, mascella e cervello.
L'amore, a quanto pare, governa il mondo. Che cosa frustrante.
Insomma, il fatto amoroso proprio non si merita di essere il motore della complicata macchina del mondo. Prima di tutto perché spezza i cuoricini, è commerciale, inflazionato e pop; e poi perché, insomma, che cazzo è? Un nemico invisibile, ecco cosa; ma pur sempre un nemico.
Tutti pasteggiano coi cuori infranti: dall'Iliade a youporn.com, passando per Hollywood, San Valentino e l'amor cortese; senza dimenticare Frammenti di un discorso amoroso, tutta la musica occidentale dai trovatori in poi e pure, perché no, la religione. L'amore è ovunque, che cosa terribile, ingombrante ed inevitabile come un cattivo presagio.
Io pure parlo spesso d'amore. Tendenzialmente dico un monte di banalità. Ma, insomma, nel secolo di Tumblr chi è in grado di dire qualcosa che non sia già finito nei Baci Perugina, a proposito di un topic tanto comune quanto l'amore?
Ho sempre scritto d'amore, per quel che ricordo. Il mio primo racconto era in Tahoma 8, in blu #0000FF, ed aveva un titolo improponibile. Non saprei tracciare con precisione le linee della trama: sono passati qualcosa come 11 anni, dannazione, da quel Windows 98 nella mia vecchia cameretta, ma ricordo distintamente ciò che allora pensavo fosse l'amore ed il modo presuntuosamente profetico col quale lo andavo professando, a spada tratta, senza per altro avere idea di cosa fosse. Non che adesso io sappia di cosa sto parlando, sia chiaro.
L'amore è sicuramente qualcosa che ci governa. Dall'interno, come indole propria dell'essere umano, o dall'esterno, come norma imposta dalla consuetudine di tutte quelle cose che l'animale uomo ha eletto come sue proprie: nessuno scappa dall'amore. In prima persona, in seconda o in terza: chi non ci ha mai avuto a che fare? Io stessa me ne sto qui, coi miei paroloni, alle cinque del mattino, e potrei pure nel mio piccolo pescare uno o due conigli dal mio cilindro autobiografico, dicendo: "qui ero innamorata".
Ma una definizione universale di amore non esiste, probabilmente perché è capillarmente soggettivo, per quanto comune. Ciò che è certo è che si tratta di qualcosa di intimamente irrazionale, che ci rende pazzi e vulnerabili e ci fa fare cose senza senso.
Per questo io credo che bisogni scappare dall'amore. Perché, quando incontro un amico che non vedo da qualche tempo, la prima questione della quale mi preme informarmi è la sua vita privata, amorosa, sessuale? Perché ciò di cui si scrive, parla e pensa, principalmente, è a tematica erotico-amorosa?
Le risposte che mi saltano in mente hanno tutte un quid cospirazionista. L'amore è un'invenzione della società, messa su di proposito per farci perdere di vista il self-improvement; l'amore l'ha inventato la chiesa cattolica, allo scopo ben preciso di contenere l'erotismo, ancora una volta allo scopo di controllare le nascite; l'amore non esiste, è tutta una questione di sesso e l'essere umano proprio non può fare a meno di giustificare metafisicamente quanto di più fisico, e terra terra, esista: la fica bagnata, il cazzo duro.
Quindi, signore e signori: non facciamoci prendere in giro da Foucault, dal Papa e dai nostri genitali. L'amore è una cazzata, non lasciamo che abbia la meglio sulle nostre esistenze.
Io, comunque, non smetterò di scriverne. Dopotutto pare che non abbia fatto altro, negli ultimi dieci anni: perché smettere proprio ora? Neanche mi dispiace guardare con una certa intensità lo schermo e ripetere, ad alta voce, "quante cazzate".

(Oh, sì, parlo come una donna col cuore spezzato, tante grazie. "Scrivo sempre canzoni / Ma d'amore non scrivo più").

2 commenti:

  1. Il "non lasciamoci prendere in giro da Foucault" non te lo perdono - ma solo finché non ne parleremo faccia a faccia e ti gesticolerò DI-SPO-SI-TI-VO-DI-CON-TROL-LO come un'invasata. Per il resto, amo (appunto) onestamente come mi parli del mondo. Di diventa quasi bello.

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    1. Ma era chiaramente ironico. XD E voglio proprio vederti gesticolare, OMG. ♥

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